Mentre quel vitello di mia mamma mangia una fetta biscottata dietro l'altra (mamma, poi non piangere perchè sei grassa!!), approfitto per raccontarvi la gita in sala parto, naturalmente insieme al Gruppo PrePuerpere.
Insomma, sembrava di essere il dott. Tersilli ne Il Medico della Mutua: l'ostetrica in qualità di Professorone, e tutte dietro come anatroccoli, a starnazzare e riempire i corridoi di Ohhh e di Uhhh.
Comunque l'impatto è stato discreto: le sale sono di un rassicurante color albicocca con motivi di scoiattolini alle pareti. Unico elemento fuori posto è il Vongol-lettino, ovvero "se sbagli pulsante ti trovi chiusa come un'ostrica e non ne vieni più fuori".
Trattasi di una superbranda con elementi a comparsa (braccioli, poggiagambe, maniglie sinistramente incise ecc) e scomparsa (buche misteriose, lenzuola a sipario), munita di tasti laterali che dovrebbero consentire alla fortunata di trovare la migliore posizione per il lieto evento. Inutile dire che l'impatto è stato mediamente agghiacciante. Oltre a tutto io mi aspettavo che il posto del papà fosse DIETRO la mamma, non laterale! Pertanto tutte le fisime di pudicizia verranno necessariamente accantonate causa forza maggiore.
In ogni caso, dopo aver visto la stanza incriminata, siamo passate - sempre in versione mamma oca con le paperette - alle stanze e al nido. E qui quella roccia di mia mamma, che riesce a commuoversi solo quando vede un canide, ha avuto addirittura un moto di trasporto vedendo un lattante disperato che si contorceva nella sua culletta. Dico, ma pensate che paura: poche ore prima era al sicuro dentro la pancia di sua mamma, e poi si trova in una stanza piena di luce e di rumore, SENZA la sua mamma vicino, e completamente indifeso. Insomma, ci ha fatto una grande tenerezza...
Finalmente mia mamma ha finito di mangiare. Adesso tocca preparare qualcosa per il rientro del papà, che sta vivendo una giornata veramente schifida. E al quale, tra l'altro, tocca un fine settimana ancora più orrendo, perchè dovrebbe dipingere la mia parete e trapanare i muri per i quadri, oltre che accompagnare la mamma a prendere il mio marsupio e il seggiolino per la macchina.
Mamma, lascialo stare stasera...
venerdì 6 febbraio 2009
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